Dunque Vico. $("#fbLogin").attr("href", $("#fbLogin").attr("href") + "&state=" + encodeURIComponent(document.querySelector("link[rel='canonical']").href)); Non si rimprovererà certo ad un lettore di leggere un libro secondo dei paradigmi di riferimento suoi propri e peculiari, ma la lettura di Croce è divenuta, nel tempo, grazie alla dittatura intellettuale che egli ha esercitato in Italia e in Europa, quasi l’espressione stessa della verità, occultando per molto tempo la strada a interpretazioni e letture diverse che certamente sono meno affascinanti ma hanno il merito di essere più vicine alla lettera del testo. Le quali, se hanno un valore, lo hanno certo per la conduzione della politica nell’epoca sua, e non possono certo essere universalizzate o estese ad altri contesti. Con Machiavelli l'Italia ha conosciuto il più grande teorico della politica. Andare ad abitare nei principati acquisiti prima che si creino focolai di dissenso? Nel Principe difende e sostiene la separazione della politica dalla morale, in quanto alcune azioni dell’uomo riguardano l’autonomia della politica. La difficoltà di definire con precisione... Da più di 15 anni selezioniamo e pubblichiamo Tesi di laurea per evidenziare il merito dei nostri Autori e dar loro visibilità. Ed inoltre, sebbene nessuno possa fare a meno di far intervenire i suoi pre-giudizi nella lettura di un testo come ci insegnano le teorie ermeneutiche, la disonestà dell’interpretazione di Croce sta nel fatto che, con tipica operazione di stampo hegelista, il filosofo napoletano ha fagocitato una testimonianza spirituale indipendente per farla divenire prova inconfutabile della veridicità della sua teoria, già bella e precostituita.E’ nota infatti la teoria crociana della partizione fra i quattro nuclei fondamentali di attività dello spirito umano: l’estetica, l’etica, l’economica (nella quale Croce fa rientrare l’attività politica) e la logica. Machiavelli riteneva che la politica italiana avesse fallito in quanto, da sempre, aveva cercato di mantenere l’indipendenza della penisola senza il supporto di un apparato militare adeguato. Voler tenere in piedi le osservazioni di Machiavelli nell’ambito di un mondo nel quale i popoli partecipano alla vita politica non foss’altro che nel momento del voto, significa trasferire le analisi di un politico tutto proiettato nel suo tempo al di fuori del contesto in cui quelle analisi sorgono. Con Machiavelli, la politica, come si disse ripetutamente, acquistò una vera autonomia dalla morale (leggi, dalla religione). È necessario pertanto aggiornare la visione della politica a questo punto di vista a meno di non voler fornire una perenne giustificazione ai governanti del loro presunto potere di fare tutto ciò che vogliono in virtù appunto del loro potere di governo. Il nucleo di teoria di cui parliamo è quello a cui accennava la nostra citazione, ossia che nell’opera del Machiavelli sia contenuta non solo una visione disincantata e spregiudicata della politica (questo siamo disposti ad accettarlo), ma una vera e propria teorizzazione della sua natura, secondo la quale la politica è una attività autonoma dello spirito umano, senza alcun legame con altre attività spirituali. Di questa visione il minimo che si può dire è che essa è parziale , unilaterale, non completa. L'autonomia della politica dalla religione Più che per gli indubbi pregi letterari, la figura di Machiavelli giganteggia nella storia del pensiero europeo come quella di uno dei più lucidi ispiratori della prima idea antimedievale dello stato moderno. Machiavelli: nascita della politica come scienza autonoma . Ma siamo proprio certi che egli ritenesse che quelle regole fossero universali, valide cioè in ogni tempo e in ogni luogo, come una certa interpretazione vuole far credere attribuendo al nostro la patente di «inventore della politica nel senso moderno»? Stante questa ipotizzata distinzione, è divenuto facile per il filosofo utilizzare l’opera di Machiavelli come prova che davvero la politica rientra in un ramo di attività del tutto distinto dall’etica, con la quale prima di allora aveva avuto una ambigua e scorretta familiarità. Già nel 1545, all'apertura del Concilio di Trento, il vescovo Ambrogio Caterino Politi aveva condannato l'ateismo di Machiavelli. Contatta la redazione a La giustificazione delle azioni del politico sta nel fine per cui esse sono usate, da cui la nota distinzione fra le crudeltà male usate e quelle bene usate. o, Consultabile gratuitamente in formato PDF, IL PENSIERO POLITICO DALL'UMANESIMO ALL'ILLUMINISMO, [Visita la sua tesi: "Domitia Longina, imperatrice alla corte dei Flavi"], Sei lezioni sulla storia di Edward H. Carr, Propaganda: guerra, politica e pubblicità, Gli Exchange Traded Funds: Analisi di dati empirici e prospettive di crescita, Cittadinanza e l'educazione del cittadino, La democrazia e il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni di interesse pubblico, John Stuart Mill lettore di François Guizot, Governo dell'epidemia e linea della razza. Ma questo non basta a valergli il titolo di inventore di un nuovo modello di politica. È da questi eventi fondamentali che i popoli hanno smesso di essere masse informi, come il Machiavelli (giustamente per la sua epoca) li vedeva, per diventare soggetti attivi della storia.Machiavelli non può fornire un modello universale di teoria della politica perché la sua analisi si rapporta a un certo tipo di istituzione statale che è oggi assolutamente superata e decaduta. Niccolò Machiavelli, che scoprì l’autonomia della politica e la sua indipendenza dalle leggi della morale, è il più originale pensatore politico del Rinascimento. Tutt’altro: Machiavelli non inventa niente, osserva, più che altro, come i potenti gestiscono lo stato, e da ciò ricava delle regole che servano per chi deve fare altrettanto. $("#fbLogin").attr("href", $("#fbLogin").attr("href") + "&state=" + encodeURIComponent(document.URL.toString())); Su questi elementi di novità concordano in maniera davvero unanime tutti gli interpreti vecchi e recenti di Machiavelli, tanto che non c’è bisogno di soffermarsi su questo aspetto. Grazie a questa caratteristica, per la prima volta, si poté parlare di scienza della politica, scissa da ogni carattere religioso o morale. Semplicemente perché la morale cui egli si riferiva era quella religiosa o che trovava nel cristianesimo le propria fondamenta. Da questi insegnamenti Machiavelli perviene alla conclusione che la storia funziona in base a leggi interne proprie, intrinseche, immanenti, e se si vuole agire nella storia bisogna scoprire e seguire queste leggi. La storia anzi ci dice che questo è il punto di vista che ha prevalso nei secoli più recenti. Secondo questa visione, che ha le sue radici nella riflessione di Benedetto Croce, Machiavelli avrebbe fissato uno dei presupposti del pensiero moderno, distinguendo e separando la politica dalla morale, dalla religione, dal mito, e aprendo la strada alla sua tecnicizzazione, alla definizione della sua pura operatività”.Partiamo dalla constatazione che, indubbiamente, l’opera del segretario fiorentino contiene degli elementi di novità che sono inequivocabili, rispetto al modello di trattatistica storica e politica in vigore all’epoca. Non che prima si agisse diversamente ma Machiavelli fu il primo a teorizzare la politica come una scienza con dei principi propri. $("#googleLogin").attr("href", $("#googleLogin").attr("href")+ "&state=" + encodeURIComponent(document.querySelector("link[rel='canonical']").href)).removeAttr("id"); Da questo punto di vista Machiavelli è il primo a mettere la politica a contatto con la dura realtà quotidiana e a rivendicarne l’autonomia sia dalla religione che dalla morale. Una distinzione che, se analizzata attentamente, non contiene alcuna autonomia rispetto a giudizi di etica, per esempio di tipo utilitaristico, che tranquillamente potrebbero giustificare la scelta di un’azione crudele se essa avesse un fine degno. Espressa in questa formula, che ne esplicita il riferimento di senso, la presunta teorizzazione di Machiavelli inizia già a sapere davvero poco di machiavellismo e a mostrarsi per quella che è, una teorizzazione non di Machiavelli ma di Benedetto Croce, non a caso tra i più famosi interpreti del nostro.E’ Croce ad avere rivestito l’analisi machiavelliana di una veste teoretica che essa non ha, non poteva e forse non voleva nemmeno avere (Machiavelli, come è noto, si dichiarava uomo d’azione e non di speculazione, e anche nei suoi scritti egli privilegia l’osservazione e la riflessione sporadica alla sistemazione teoretica). L’autonomia della politica dalla morale e dalla religione Vissuto a cavallo fra Quattrocento e Cinquecento, Machiavelli è stato uno dei maggiori pensatori politici di tutti i tempi ed è considerato colui che per primo teorizzò in maniera geniale la necessità di separare l’ambito della politica dalla morale e dalla religione. Dunque Machiavelli. Machiavelli ha osservato la real tà politica non come deve essere ma c osì com’è, come realtà effettua le, con Machiavelli , poi , rivendica vigorosamente l’ autonomia del campo dell’ azione politica : essa possiede delle proprie leggi specifiche , e l’ agire degli uomini di Stato va studiato e valutato in base a tali leggi : occorre cioè , nell’ analisi dell’ operato di un principe , valutare esclusivamente se … if (document.querySelector("link[rel='canonical']") !=null ) La sua virtù immortale è semmai quella di «parlare chiaro», cioè di evitare immagini virtuose non corrispondenti alla realtà o vagheggiamenti utopici del tutto improponibili per l’epoca sua, mostrando quindi i retroscena, anche quelli meno accettabili, del fare politica tipico dei governi oligarchici (quali erano, inevitabilmente, i governi sia dei principati sia delle repubbliche prima dell’avvento della partecipazione dei cittadini al voto con la rivoluzione francese).Machiavelli è uno scrittore realista, un «pittore della politica», come è stato detto, degno di lode immensa per questo; ma non è certo un filosofo né un teorico della politica, le cui idee possano davvero dirsi universali. Il breve saggio che presentiamo ai lettori prosegue il dibattito in merito all’autonomia della politica ed il pensiero politico e filosofico italiano (da Machiavelli a Gramsci) iniziato con ETICA E AUTONOMIA DELLA POLITICA, quindi con ANTONIO GRAMSCI E IL GIACOBINISMO. Niccolò Machiavelli Teorico della politica, studioso storia recente e passata per individuare costanti dell’agire umano * * ... Autonomia della politica dalla morale Comportamenti del Principe (venir meno alla parola data, uccidere senza pietà i nemici etc.) Saper esser «golpe e lione» a seconda dei casi? Il pensiero di Machiavelli non è riducibile a questo utilitarismo tutto esteriore: viceversa l’argomentazione dell’autore, assai più complessa, mira a sottolineare l’autonomia della politica dalla morale comune. Puoi scaricare gratuitamente questo appunto in versione integrale. Questa dissertazione è focalizzata sul tema della cittadinanza, un argomento complesso che negli ultimi decenni ha conquistato un ruolo centrale nella scena nazionale ed internazionale. Forse non nel Cinquecento, ma di certo oggi, questa visione necessita di essere integrata dall’analisi della politica dal punto di vista dei governati. Machiavelli elabora un giudizio negativo sulle milizie, ritenendolo responsabili della rovina dello Stato, poiché i mercenari combattevano per utilità economica e non per amore della propria patria. La più grande “invenzione” del pensiero politico di Machiavelli, nonché la sua verità più scandalosa, coincide con l’idea della necessità dell’ autonomia della politica dalla religione e dalla morale. Profondamente impregnato della cultura e della politica del suo tempo, Machiavelli elabora una teoria ardita, nel tentativo di dare slancio e dignità alla situazione italiana, da troppo tempo costretta alla coesistenza di tante piccole realtà in perenne conflitto tra loro, anziché riunite in uno Stato forte. Tesionline è il più grande database delle Tesi di laurea e dei laureati italiani. Secondo Machiavelli la politica è il campo nel quale l'uomo può mostrare nel modo più evidente la propria capacità di iniziativa, il proprio ardimento, la capacità di costruire il proprio destino secondo il classico modello del faber fortunae suae. $("#googleLogin").attr("href", $("#googleLogin").attr("href")+ "&state=" + encodeURIComponent(document.URL.toString())).removeAttr("id"); Comincia con questa puntata un discorso nel quale vogliamo offrire ai lettori una proposta integralmente nuova di lettura del concetto di «attività politica»: a partire da questo nuovo concetto, considereremo la possibilità di delineare una nuova teoria della politica.Il concetto tradizionale di «politica» è servito spesso se non sempre a supportare ideologicamente certe pratiche di governo che vanno nella direzione opposta da quelle che saranno da noi proposte. } ... Machiavelli parla della politica come mero strumento di dominio, mentre Hobbes la considera come una mera grammatica dell'obbedienza. La morale del principe consiste nel fare il bene dello Stato. Autonomia della politica e opere principa li Rispetto alla corrente principale del suo tempo si colloca in parallelo, se non add irittura in alternativa. La ricerca della «verità effettuale», il rifiuto di ogni utopia, l’analisi spregiudicata delle passioni umane, il taglio quasi antropologico con cui il Machiavelli osserva i comportamenti degli uomini nel mondo nel loro perdurare da Roma al Cinquecento sono sicuramente elementi che consentono di affermare che siamo di fronte a uno dei più grandi scrittori del Rinascimento, ma basta ciò per affermare che siamo di fronte anche a una nuova teoria della politica?Machiavelli analizza le cause della rovina o del successo di principati e repubbliche, sempre dal punto di vista dei potenti, dei governanti. E quali sarebbero poi queste «idee» che egli introduce nella sua celeberrima opera? Etica e Politica: la trasformazione della politica in etica – John Rawls, Etica e Politica: la riduzione dell’etica a politica – la mistificazione di Hegel, Etica e Politica: la riduzione dell’etica a politica – L’errore di Croce, Etica e Politica: differenze fra etica e politica – Norberto Bobbio. Utilizzare le armi proprie invece delle milizie mercenarie? L’autonomia della politica dalla morale M sa che certi comportamenti del Principe (venir meno alla parola data, uccidere senza pietà i nemici etc.) } La sua è la politica della manipolazione, un lavorio incessante improntato alla dea prudenza per impedire che le circostanze possano sopraffare il lavoro del politico-artista, che deve incasellare ogni elemento al punto giusto ed esercitare una continua sorveglianza per impedire che la costruzione vada a fondo. Consulta il PowerPoint Niccolò Machiavelli: la forza dei fatti che sintetizza la vita dell’autore tra politica e letteratura. In quanto scrittore disincantato, che vede e mostra le cose per quelle che sono senza peli sulla lingua, Machiavelli è apparso al Croce il corifeo di una impostazione della politica come attività autonoma che trae la sua giustificazione da se stessa e non ha bisogno di altri sostegni teorici per potersi affermare come tale. Ma che vuol dire allora autonomia della Politica? L'autonomia della politica dalla morale Nel 1559 il Principe e le altre opere di Machiavelli vengono iscritte nella prima edizione dell'Indice dei libri proibiti. Machiavelli, è lo scopritore dell’autonomia della politica, come ha sostenuto Benedetto Croce. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice. dalle 9:00 alle 13:00. In primo luogo Machiavelli non sostiene in nessun punto dell’opera, né implicitamente né esplicitamente, una concezione del genere, e a ben vedere è lontano dal ritenere che la politica si giustifichi da sola. Circondarsi del favore del popolo cercando di eliminare le inferenze dei «grandi»?Si legga e si rilegga l’opera più famosa del Machiavelli, e non si troveranno altre indicazioni che queste. L’autonomia della politica si esplica nel giudicare buona o cattiva un’azione a partire da un criterio diverso rispetto alla morale1. Il primato della politica 6. l’autonomia della politica 7. Le Se Machiavelli fornisce nel «Principe» una guida alla conduzione e alla gestione dello stato, lo fa certo non prescindendo da quelli che sono i modi e i modelli per la conduzione dello stato che egli desume dall’analisi del suo tempo. [email protected], Ci trovi su Skype (redazione_tesi) Il nucleo di teoria di cui parliamo è quello a cui accennava la nostra citazione, ossia che nell’opera del Machiavelli sia contenuta non solo una visione disincantata e spregiudicata della politica (questo siamo disposti ad accettarlo), ma una vera e propria teorizzazione della sua natura, secondo la quale la politica è una attività autonoma dello spirito umano, senza alcun legame con altre attività spirituali. else Ti sarà utile per fissare i concetti inerenti alla sua poetica e allo scenario storico in cui vive. Figuriamoci dunque se queste osservazioni, se questo «Galateo del principe» può mai contenere elementi validi di teoria politica per un’epoca come la nostra lontana anni luce dal tipo di gestione dello stato in vigore nel Cinquecento.Sorprende a questo punto non tanto la fama duratura di Machiavelli, che a mio parere è del tutto meritata proprio in quanto analista, pittore si diceva, della politica del suo tempo, di cui egli fornisce un’immagine disincantata e lucida degna di un grande e acuto osservatore e cronista, quanto la confusione esercitata dalle sue parole su lettori di palato fine e attento che hanno creduto di individuare in lui qualche indicazione di cui l’epoca contemporanea potesse usufruire.Machiavelli è teorico (se di teoria si può parlare a proposito della sua opera) di una politica dal punto di vista dei governanti. Il sito raccoglie e pubblica gratuitamente tesi di laurea, dottorato e master. Per alcuni critici (in particolare Leo Strauss), con la teoria di Machiavelli si sarebbe realizzata una rottura definitiva rispetto al modello classico, aristotelico, che legava insieme la tre sfere della politica, della morale e dell’economia.