Nel 1970 il col. Dalla Chiesa svolse indagini sulla scomparsa del giornalista Mauro De Mauro, sposando fin dall'inizio la "pista droga", che ne spiegava il sequestro con una vendetta della mafia per gli articoli pubblicati contro il traffico di stupefacenti[17]. [22] Nando che in seguito diventerà uomo politico più volte eletto parlamentare, Rita attualmente conduttrice televisiva e Simona, la più piccola dei tre figli. Così nell'intervista rilasciata il 10 agosto 1982 precisò al giornalista di Repubblica Giorgio Bocca che il suo obiettivo era quello «di contenere» e non certo «di vincere, di debellare» la mafia, presentata come un «fenomeno interno allo Stato, di cui condiziona il pulsare della vita quotidiana come le scelte strategiche»[57]. Strage Dalla Chiesa, figli assenti a commemorazione Palermo. Quest’ultima, in un’intervista a Famiglia Cristiana, fa riemergere il ricordo di Carlo Alberto; lui era, per i suoi figli, un papà e non un padre. Riguardo a Cosa nostra ebbe a dire:[28], «La mafia è cauta, lenta, ti misura, ti ascolta, ti verifica alla lontana.». Il 17 marzo 1981 durante la perquisizione della Guardia di Finanza a Castiglion Fibocchi nella cassaforte di Gelli furono ritrovate, oltre agli elenchi degli affiliati alla loggia P2, anche parecchie «domande di iscrizione con firme illustri», tra cui quella del gen. Carlo Alberto dalla Chiesa[53]. Assegnata la Medaglia d’Oro al valor civile alla memoria viene omaggiato con queste parole. Nella citata deposizione davanti ai giudici milanesi (12 maggio 1981), Carlo Alberto dalla Chiesa attribuì lo scioglimento del suo reparto torinese antiterrorismo al fatto che esso «aveva ormai assunto per molti versi la fisionomia più ampia di un nucleo contro il terrorismo in genere», dopo che egli stesso aveva disposto che «un ufficiale e sei, sette sottufficiali si dedicassero esclusivamente a penetrare l'ambiente di estrema destra»[60]. In tutt'altra direzione si mossero le indagini della Polizia, sotto la direzione del commissario Boris Giuliano, capo della Squadra Mobile di Palermo, anch'egli in seguito ucciso dalla mafia mentre cominciava a intuire le connessioni tra mafia e alta finanza. Ti potrebbe interessare anche: Ylenia Carrisi è viva: nuova rivelazione, ecco dove si troverebbe. Barbaramente trucidato in un vile e proditorio agguato, tesogli con efferata ferocia, sublimava con il proprio sacrificio una vita dedicata, con eccelso senso del dovere, al servizio delle Istituzioni, vittima dell'odio implacabile e della violenza di quanti voleva combattere. Ylenia Carrisi è viva: nuova rivelazione, ecco dove si troverebbe, Sondaggi elettorali SWG, in grande crescita tutto il centrodestra, Ultimi sondaggi Demopolis: governo di soli tecnici, no da elettori M5S-Lega, Ultimi sondaggi Noto: elettori Lega, M5S e Fdi diffidenti verso Draghi, Sondaggi elettorali, un confronto: i minority report degli istituti al 6 febbraio 2021. Nel 1973 è promosso al grado di generale di brigata. Nel 1982 l'evoluzione democratica del partito comunista e la riduzione della sua presa sulla società civile devono averlo convinto del venir meno anche di quest'ultimo alibi politico[17]. La più letta di “Carlo alberto dalla chiesa” “ Finché una tessera di partito conterà più dello Stato, non riusciremo mai a battere la mafia. Fu sempre un esposto presentato dal gen. Dalla Chiesa alla magistratura torinese a metà marzo 1975 a indurre il giudice Ciro De Vincenzo a spogliarsi dell'inchiesta sulla morte di Giangiacomo Feltrinelli a cui attendeva da tre anni. È noto che i suoi successi investigativi il gen. Dalla Chiesa li conseguì unicamente contro il terrorismo di sinistra nelle vesti dapprima di responsabile del "Nucleo speciale antiterrorismo", operante a Torino fra il maggio 1974 e il luglio 1975, e poi – a partire dall'agosto 1978 – di «Coordinatore delle forze di polizia e degli agenti informativi per la lotta contro il terrorismo», alle dirette dipendenze del ministro degli Interni Virgilio Rognoni[17]. [10], Nel 1973 fu promosso al grado di generale di brigata e nel 1974 divenne comandante della 1ª Brigata Carabinieri (con sede a Torino), con competenza sulle legioni Carabinieri di Torino, di Alessandria e di Genova che comprendevano le aree del Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria. Il figlio Nando ha riferito alla primavera del 1981 «un tentativo condotto con inaudita determinazione» dal comandante generale Umberto Capuzzo «di espellerlo dall'Arma dei carabinieri». Cadeva a Palermo, proditoriamente ucciso, immolando la sua esemplare vita di Ufficiale e di fedele servitore dello Stato. [6] Fu insignito di medaglia d'oro al valore civile alla memoria; la salma è attualmente tumulata nel Cimitero della Villetta, a Parma. Nell’82 sarà formalizzata la figura giuridica del pentito, proprio grazie a Carlo Alberto Dalla Chiesa e ai suoi solleciti alle autorità. Intanto nel gennaio 1968 intervenne coi suoi reparti in soccorso delle popolazioni del Belice colpite dal terremoto, riportandone una medaglia di bronzo al valor civile per la personale partecipazione "in prima linea" alle operazioni, oltre che la cittadinanza onoraria di Gibellina e Montevago[16]. Era una sorta di reparto operativo speciale, alle dirette dipendenze del ministro dell'Interno Virginio Rognoni, creato con particolare riferimento alla lotta alle Brigate Rosse e alla ricerca degli assassini del leader democristiano Aldo Moro. [4] Divenuto generale di brigata a Torino dal 1973 al 1977, fu protagonista della lotta contro le Brigate Rosse; su sua proposta venne creato il "Nucleo Speciale Antiterrorismo"[5] attivo tra il 1974 e il 1976. Si trattava della massima carica raggiungibile per un ufficiale generale dei Carabinieri, giacché all'epoca il Comandante generale dell'Arma doveva necessariamente provenire, per espressa disposizione di legge, dalle file dell'Esercito. Durante gli anni 1950, dopo il periodo in Sicilia, venne trasferito prima a Firenze, successivamente a Como e quindi presso il comando della Brigata di Roma. Deposizione dell'ex giudice istruttore Mario Fratantonio davanti al p.m. Vincenzo Calia, Palermo 20 febbraio 1998. See more of Scuola Carlo Alberto Dalla Chiesa Bra on Facebook. Individuato da elementi nazisti e fascisti, malgrado fosse minacciato di morte, non desisteva dal suo patriottico atteggiamento, rimaneva al suo posto di comando e, superando conflitti a fuoco con l'avversario, organizzava, fra l'altro, via mare, numerose partenze di partigiani condannati a rappresaglie, di profughi e di prigionieri inglesi, finché saputo che si stava concretando la sua violenta soppressione, preferiva unirsi alle bande armate da lui costituite che capeggiava con ardimento e vasta capacità organizzativa. Il 4 aprile 2017 Il Fatto Quotidiano riporta la rivelazione del collaboratore di giustizia Gioacchino Pennino secondo cui Francesco Cosentino, vicino all'onorevole Giulio Andreotti, sarebbe il mandante dell'omicidio del prefetto Carlo Alberto dalla Chiesa. Allo stesso approccio realistico dev'essere ricondotta l'adombrata disponibilità del gen. Dalla Chiesa ad usare delicati dossier in suo possesso vuoi come arma di pressione nei confronti di una certa classe politica restia a prendere le distanze dalla mafia, vuoi come polizza di assicurazione sulla propria vita. Nella stessa città conclude il percorso universitario aggiungendo alla laurea in Giurisprudenza anche quella in Scienze politiche. Di qui il sospetto che all'agguato mafioso di via Carini non sia rimasta estranea una volontà politica ancora legata al voto di scambio e alla logica della convivenza non conflittuale con Cosa Nostra. or. Motivazioni della sentenza emessa dalla terza sezione della Corte d'Assise di Palermo in data 10 giugno 2011, a firma del presidente Giancarlo Trizzino e del giudice estensore Angelo Pellino, p. 1580, Sito web dell'Arma dei Carabinieri:pagina di Carlo Alberto dalla Chiesa, Sito web del Quirinale: dettaglio decorato, Delitti di mafia, depistaggi di Stato. La celebre giornalista e conduttrice tv realizza un ritratto commosso, orgoglioso, tenero e vivido, di un uomo che ha incarnato il senso della giustizia e della capacità di lotta contro le diverse forme del male sociale. Negli anni di servizio trascorsi in Sicilia tra il 1949 e il 1973 aveva avuto modo di conoscere a fondo la pervasività di Cosa Nostra e dei suoi legami con la politica. Carlo Alberto Dalla Chiesa nasce il 27 settembre 1920 a Saluzzo, in provincia di Cuneo. Giangiacomo Feltrinelli, un omicidio politico. Il loro proscioglimento fa dell'eccidio di Alcamo Marina un caso giudiziario tutt'ora irrisolto, su cui aleggia l'ombra di una provocazione politica fallita per impreviste complicazioni[17]. Segue le orme del padre Romano ed a soli 22 anni riceve la divisa dei carabinieri ed è messo a capo del comando della caserma di San Benedetto del Tronto nel ’42. In quella zona infatti la mafia si stava organizzando in maniera capillare. Ed è qui che il capitano Dalla Chiesa si trova ad indagare su ben 74 omicidi. [22][36]», Alle ore 21:15 del 3 settembre 1982, ventiquattro giorni prima del suo sessantaduesimo compleanno, la A112 sulla quale viaggiava il prefetto, guidata dalla moglie Emanuela Setti Carraro, fu affiancata in via Isidoro Carini a Palermo da una BMW, dalla quale partirono alcune raffiche di Kalashnikov AK-47, che uccisero il prefetto e la moglie.[22][37]. Esprimendo la sua disapprovazione per il fatto che i promessi "poteri speciali" tardavano ad arrivare (e in realtà lo Stato non glieli concesse mai[29]: sarebbero arrivati solo al suo successore[30]), disse amaramente: «Mi mandano in una realtà come Palermo con gli stessi poteri del prefetto di Forlì, se è vero che esiste un potere, questo potere è solo quello dello Stato, delle sue istituzioni e delle sue leggi, non possiamo delegare questo potere né ai prevaricatori, né ai prepotenti, né ai disonesti. Carlo Alberto dalla Chiesa - Nota biografica, «Dalla Chiesa abbandonato nella battaglia», La Storia siamo noi, puntata dedicata al generale Carlo Alberto dalla Chiesa, Vicecomandante generale dell'Arma dei Carabinieri, Cronologia degli anni di piombo e della strategia della tensione, Cronologia delle persone uccise durante gli anni di piombo, Presunti rapporti tra servizi segreti italiani e criminalità, Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, Alto commissario per il coordinamento della lotta contro la delinquenza mafiosa, Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Concorso esterno in associazione di tipo mafioso, Operazioni di polizia contro la 'ndrangheta, Libera. La sera del 3 settembre 1982, Dalla Chiesa si trovava in auto a fianco della giovane seconda moglie Emanuela Setti Carraro. Le carte di una sentenza giudiziaria sono di solito raggelanti. Lo stesso Pecorelli stesso venne ucciso[64] pochi giorni dopo aver dichiarato di voler pubblicare integralmente su OP un dossier sulle responsabilità politiche del sequestro Moro[65]. Il 3 settembre 1982 Cosa nostra uccideva a Palermo, insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all'agente di scorta Domenico Russo, il generale Carlo Alberto dalla Chiesa, inviato solo alcuni mesi prima come prefetto in città per contrastare lo strapotere mafioso. Avrebbe poi assunto il coordinamento della lotta alla mafia per un alto senso del dovere, cioè per poter «continuare a guardare serenamente negli occhi i propri figli e i figli dei propri figli»[57]. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 5 feb 2021 alle 20:45. Incominciò particolari indagini per contrastare Cosa nostra, che nel 1966 e 1967 sembrava aver abbassato i toni dello scontro che si era verificato nei primi anni sessanta. E pochi giorni prima di essere ucciso confermò ai familiari la disponibilità «a fare qualche sconto» ai democristiani «legati alla mafia», purché gli fosse consentito di «togliere il marcio»[57] accumulatosi nei rapporti fra Cosa Nostra e politica nel corso di decenni. Il 16 dicembre 1981 dalla Chiesa venne nominato Vicecomandante generale dell'Arma, carica che aveva già rivestito il padre. Nel dicembre dello stesso anno passò le linee nemiche con le truppe alleate, ritrovandosi in una zona d'Italia già liberata nel Regno del Sud. Sempre a Bari incontra Doretta Fabbo, anche lei figlia di carabiniere, che sposa il 29 luglio 1945. Sfruttando proprio il pentitismo riesce così a dare un nome ed a procedere all’arresto degli assassini di Aldo Moro e della sua scorta. Fu destinato poi in Campania, al Comando Compagnia di Casoria (Napoli), dove nel 1947 nacque la figlia Rita. Di qui la decisione dei giudici di una Corte d'Assise di Palermo di elevarlo, nella sentenza emessa il 10 giugno 2011, a «prototipo» dei «tanti, troppi servitori fedeli dello Stato, custodi della rispettabilità e dell'onore delle istituzioni», per i quali era «intollerabile anche la sola idea che all'interno» delle stesse «avesse potuto germinare un complotto» della «natura e portata» messe in luce dalla loro inchiesta sulla scomparsa del giornalista[67]. Il giorno dei funerali, che si tennero nella chiesa palermitana di San Domenico, una grande folla protestò contro le presenze politiche, accusandole di avere lasciato solo il generale. Carlo Alberto Dalla Chiesa: moglie e figli, chi sono i familiari del Generale. Nella sua carriera ha avuto molti esiti positivi nella lotta al banditismo, fino all’arrivo in Sicilia nel 1949, a Corleone. Quella volta furono confessioni strappate con la tortura da carabinieri del col. Russo a far condannare all'ergastolo persone risultate innocenti dopo oltre vent'anni di ingiusta detenzione[17]. la firma degli articoli del figlio Nando dalla Chiesa (con la "d" minuscola) sul suo blog personale. La concessione di poteri speciali a dalla Chiesa fu veduta da taluni come pericolosa o impropria (le sinistre estreme la catalogarono come "atto di repressione"). [22][43] Nella stessa sentenza si legge: «Si può senz'altro convenire con chi sostiene che persistano ampie zone d'ombra, concernenti sia le modalità con le quali il generale è stato mandato in Sicilia a fronteggiare il fenomeno mafioso, sia la coesistenza di specifici interessi, all'interno delle stesse istituzioni, all'eliminazione del pericolo costituito dalla determinazione e dalla capacità del generale.[44]». [13], Si trovò a contrastare il crescente numero di episodi di violenza portati avanti dalle Brigate Rosse e il loro progressivo radicarsi negli ambienti operai. Considerato un confidente dei carabinieri, costui si era consegnato volontariamente al col. Giuseppe Russo il giorno successivo (2 febbraio 1975) al fallito sequestro dell'ex sen. Graziano Verzotto a Siracusa. Lo stato di servizio di Carlo Alberto Dalla Chiesa è il documento fondamentale per ricostruirne la carriera ed è custodito a Roma, presso l’Ufficio storico del Comando generale dell’Arma dei carabinieri. In effetti su OP (Osservatorio Politico) del 18 ottobre 1978 il principe del gossip ricattatorio italiano aveva scritto che dalla Chiesa («il generale Amen») era riuscito a individuare la prigione nella quale le brigate rosse tenevano prigioniero Aldo Moro e ne aveva informato il ministro dell'Interno, ma Cossiga non sarebbe intervenuto perché «costretto a non intervenire»[63]. De Luca Carmine. Il 10 luglio nella cappella del castello di Ivano-Fracena, in provincia di Trento, sposò in seconde nozze Emanuela Setti Carraro. Il 12 maggio 1981, di fronte ai magistrati milanesi Giuliano Turone, Gherardo Colombo e Guido Viola, il generale ha motivato la sua richiesta di iscrizione come «mezzo con cui chiarire» a se «stesso e conoscere chi […] fosse nell'ambito della massoneria e in particolare nella loggia P2»[60]. Nel febbraio del 1975 Curcio riuscì a evadere dal carcere di Casale Monferrato, grazie a un intervento di un nucleo delle BR, capeggiato dalla stessa moglie del brigatista, Margherita "Mara" Cagol.[23]. Mara Venier le chiede della paura: “Ho avuto tanta paura negli anni di piombo quando andava a combattere.Alle undici di sera ci chiamava senza dirci dov’era. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Carlo_Alberto_dalla_Chiesa&oldid=118465556, Cavalieri dell'Ordine della Corona d'Italia, Grandi ufficiali dell'Ordine militare d'Italia, Personalità commemorate con funerali di Stato, Template Webarchive - collegamenti all'Internet Archive, Voci biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. A Domenica In a Mara Venier ha voluto specificare la difficoltà nello scrivere un testo del genere: “Per me non è stato di certo facile. Motivazioni della sentenza emessa dalla terza sezione della Corte d'Assise di Palermo in data 10 giugno 2011, a firma del presidente Giancarlo Trizzino e del giudice estensore Angelo Pellino, p. 2087. Log In. Carlo Alberto Dalla Chiesa: moglie e figli, chi sono i familiari del Generale. Sentenza della Suprema Corte di Cassazione, sezioni penali unite, presieduta dal dr. Nicola Marvulli, Roma 30 ottobre 2003. Per fare ciò, utilizzò i metodi che già aveva sperimentato in Sicilia contro le organizzazioni mafiose, infiltrando alcuni uomini all'interno dei gruppi terroristici, al fine di conoscere perfettamente i loro schemi di potere interno. Dopo la morte di Dalla Chiesa le carte relative al sequestro di Aldo Moro svaniscono nel nulla, anche se non si ha la certezza del momento e del luogo in cui sono state trafugate. «Ufficiale Generale dell'Arma dei Carabinieri, già postosi in particolare evidenza per le molteplici benemerenze acquisite nella lotta per la resistenza e contro la delinquenza organizzata, in un arco di nove anni ed in più incarichi – ad alcuno dei quali chiamato direttamente dalla fiducia del Governo – ideava, organizzava e conduceva, con eccezionale capacità, straordinario ardimento, altissimo valore e supremo sprezzo del pericolo una serie ininterrotta di operazioni contro la criminalità eversiva. De Albertis Sebastiano. Il padre l'avrebbe presentata nell'autunno del 1976, in un momento di particolare isolamento all'interno del corpo di appartenenza, su sollecitazione del gen. Franco Picchiotti, vice comandante dell'Arma[57]. Termometro Politico ® 2008-2021 è un marchio registrato, È uscito "Obamagate", il nuovo libro-inchiesta di Gianluca Borrelli, Pubblicato il 4 Settembre 2018 alle 19:37. rino. Figlio secondogenito del generale Carlo Alberto dalla Chiesa, di origine piemontese, e della sua prima moglie Dora Fabbo, di origine campana. Nello stesso momento l'auto con a bordo l'autista e agente di scorta, Domenico Russo, che seguiva la vettura del Prefetto, veniva affiancata da una motocicletta, dalla quale partì un'altra micidiale raffica, che ferì gravemente Russo, il quale morì dopo dodici giorni all'ospedale di Palermo. Rita Dalla Chiesa, figlia del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa ucciso dalla mafia: il racconto di come seppe della scomparsa. D'anna Gioacchino. Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili. De Giovanni Stefano. I. C. Carlo Alberto Dalla Chiesa di Roma Dirigente Scolastico: Prof. ssa Maria Elisa Giuntella – Codice Meccanografico RMIC82900G Codice Fiscale 97198350585 Codice Univoco IPA UFNN84 Via di Grotta Perfetta 615 - 00142 • Tel. I.T. Deposizione del col. Luigi Reitani davanti al p.m. Vincenzo Calia, Pavia 1 marzo 1995. De Albertis Sebastiano. Successivamente, scovati i rifugi dei più pericolosi, col concorso di pochi dipendenti, riusciva con azione rischiosa e decisa a catturarne alcuni e ad ucciderne altri in violento conflitto a fuoco nel corso del quale offriva costante esempio di coraggio.», Medaglia di benemerenza per i Volontari della Guerra 1940–43, «Ufficiale subalterno capace ed ardito, già combattente nell'Arma di Fanteria, rimasto al comando di una Tenenza, isolata, durante l'occupazione tedesca, con costante e perseverante azione di propaganda organizzava di propria iniziativa nel territorio giurisdizionale un'efficiente resistenza fra civili e militari, recuperando uomini, armi, munizioni e naviglio e provvedendo alla costituzione ed armamento di nuclei che sapientemente indirizzava e fiancheggiava nella loro azione di rivolta con decisione ed alto sprezzo del pericolo. Rita Dall [...] Leggi l'articolo completo: Il valzer di Rita Dalla Chiesa con il pa...→ #Rita; #Carlo Alberto Roma, 2 set. Viceversa i «carabinieri del Nucleo speciale» del gen. Dalla Chiesa non seppero fornire notizie utili al giudice torinese Giancarlo Caselli, che li aveva incaricati di indagare su Andreola, un fascista già volontario della Repubblica Sociale Italiana di Mussolini che si spacciava per discepolo di Feltrinelli[17]. Ai sensi del d.lgs. Da parte sua il gen. Dalla Chiesa non avrebbe considerato un atto grave l'affiliazione alla P2, in quanto ritenuta composta da «uomini per bene, servitori dello Stato»[58], tant'è vero che vi aveva aderito anche il fratello Romolo dalla Chiesa, altro generale dell'Arma[59]. Il valzer di Rita Dalla Chiesa con il papà eroe. Sappiamo bene quanto le lingue siano importanti, e per questo i nostri studenti possono conseguire la certificazione A2 sia per il Delf (francese) che per il Ket (inglese)! Viceversa la questura palermitana aveva subito configurato responsabilità a carico dell'avv. Dopo la guerra combatté il banditismo prima in Campania e quindi in Sicilia; dopo vari periodi a Firenze, Como, Roma e Milano, tra il 1966 e il 1973 fu nuovamente in Sicilia dove, con il grado di colonnello, comandante della Legione Carabinieri di Palermo, indagò su Cosa nostra. Alla domanda "Lei con chi sta, tenente, con l'Italia o la Germania? Nel luglio del 1943 intanto si era laureato in giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari, città in cui il padre Romano era comandante della locale Legione Carabinieri.